Addio al vuoto normativo: il Senato australiano approva la legge per regolamentare le piattaforme di asset digitali.

Addio al vuoto normativo: il Senato australiano approva la legge per regolamentare le piattaforme di asset digitali.

L'Australia ha raggiunto un importante traguardo normativo approvando un nuovo quadro di licenze per gli exchange e i custodi di criptovalute. Il nuovo Companies Amendment Bill 2025 mira a integrare gli asset digitali nel sistema finanziario tradizionale per proteggere gli utenti e promuovere la trasparenza nel settore blockchain.

La commissione per la legislazione economica del Senato australiano ha approvato il Companies Amendment (Digital Asset Framework) Bill 2025, una proposta legislativa progettata per Integrare le piattaforme di criptovalute e i servizi di custodia all'interno del sistema finanziario nazionale. 

Questa misura, annunciata il 16 marzo, mira a trasformare il funzionamento del settore blockchain richiedendo agli intermediari rispettare gli standard di monitoraggio simili a quelle del settore bancario tradizionale. Questa mossa delle autorità australiane privilegia la certezza del diritto e la trasparenza, rispondendo all'esigenza di controlli più rigorosi a seguito di incidenti globali che hanno minato la fiducia nell'ecosistema digitale, come il crollo della piattaforma FTX nel 2022. 

L'iniziativa, promossa dal Ministro del Tesoro e dei Servizi Finanziari Daniel Mulino, mira a fornire un ambiente prevedibile sia per le imprese che per gli investitori. Sottoponendo i fornitori di servizi di asset digitali alla giurisdizione dell'Australian Securities and Investments Commission (ASIC), il Paese si allinea a una tendenza globale verso la professionalizzazione del mercato delle criptovalute, dove la priorità è mitigare i rischi sistemici senza ostacolare lo sviluppo tecnologico.

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L'Australia si sta muovendo verso una regolamentazione completa del mercato delle criptovalute.

L'iniziativa presentata da Mulino definisce concetti quali "piattaforme di asset digitali" (DAP) e "piattaforme di custodia tokenizzate" (TCP), trattandoli come prodotti finanziari regolamentati dal Companies Act e soggetti alla supervisione dell'Australian Securities and Investments Commission (ASIC).

Secondo il testoLa maggior parte delle piattaforme di scambio centralizzate e delle società che detengono in custodia i beni dei clienti saranno tenute a ottenere una licenza per i servizi finanziari (AFSL) e a conformarsi a normative simili a quelle degli altri intermediari finanziari. Ciò include l'implementazione di rigorose misure di custodia, la garanzia di processi di regolamento sicuri e la fornitura di informazioni chiare e trasparenti agli utenti. Le piattaforme autorizzate saranno tenute a proteggere i fondi dei propri clienti e a operare secondo standard di condotta e governance ben definiti.

D'altro canto, la proposta prevede anche delle eccezioni. I fornitori più piccoli con transazioni annuali inferiori a 10 milioni di dollari australiani (circa 7 milioni di dollari statunitensi) e alcuni operatori che sviluppano infrastrutture pubbliche basate su blockchain sarebbero parzialmente esentati dal rispetto di tutti gli obblighi.

Con questa decisione, la Commissione per la legislazione economica sostiene che l'obiettivo del provvedimento è quello di trovare un equilibrio tra la tutela dei consumatori e la fattibilità di progetti di dimensioni più ridotte o incentrati sulla tecnologia, segnando una pietra miliare nella regolamentazione degli asset digitali in Australia.

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L'ambiguità normativa preoccupa il settore delle criptovalute.

Nonostante la promessa di maggiore chiarezza nella supervisione del mercato delle criptovalute e il sostegno generale, il processo di consultazione sul disegno di legge ha rivelato notevoli tensioni tecniche, soprattutto in merito alla definizione di chi debba essere regolamentato.

Secondo il rapporto, diverse voci all'interno dell'ecosistema esprimono preoccupazione per il modo ampio in cui vengono definiti i concetti di "token digitale" e "controllo effettivo". Tra queste, lo studio legale Piper Alderman ha avvertito che un interpretazione eccessivamente ampia Ciò potrebbe includere sviluppatori di portafogli digitali o fornitori di infrastrutture che non gestiscono i fondi degli utenti, ma offrono servizi essenziali come piattaforme tecnologiche o soluzioni di sicurezza avanzate basate sul calcolo multipartitico.

Aziende come Ripple Labs sono intervenute nel dibattito, sostenendo l'uso del "controllo" come criterio di responsabilità, ma sollecitando una formulazione più specifica per evitare ambiguità legali. A loro avviso, nella sua formulazione attuale, potrebbe essere fraintesa e classificare come operatori di custodia regolamentati coloro che gestiscono solo una parte di una chiave crittografica, senza la reale capacità di trasferire asset digitali.

Il comitato ha preso atto delle osservazioni e ha riconosciuto l'importanza di chiarire i limiti del quadro proposto. Tuttavia, ha deciso di mantenere la posizione generale del Tesoro e di rimandare gli adeguamenti a future normative. 

Gli analisti di mercato hanno sottolineato che il ruolo dell'ASIC sarà decisivo nell'interpretazione del concetto di "controllo effettivo", poiché tale interpretazione determinerà se le aziende che si occupano di infrastrutture e software dovranno o meno conformarsi a licenze non correlate alla loro funzione all'interno dell'ecosistema delle criptovalute.

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Il Senato sta compiendo progressi nell'integrazione delle criptovalute nel sistema finanziario.

Con l'approvazione della commissione, il disegno di legge passa ora al Senato australiano per la discussione e la votazione finale. Sebbene non sia ancora legge, questo sviluppo rappresenta il culmine di una strategia nazionale per integrare le criptovalute nelle strutture finanziarie esistenti, piuttosto che creare un quadro isolato o proibitivo. L'obiettivo finale è stabilire una solida base giuridica che promuovere l'innovazione blockchain nel rispetto dei principi di responsabilità aziendale e di assoluta trasparenza.

Con questa iniziativa, l'Australia si posiziona come leader regionale, rispecchiando una tendenza internazionale in cui le autorità di regolamentazione cercano di organizzare il mercato digitale per attrarre capitali istituzionali e tutelare gli investitori al dettaglio. 

Formalizzando il ruolo degli exchange e dei depositari, il governo australiano mira non solo a prevenire le frodi, ma anche a consolidare un ecosistema in cui la tokenizzazione degli asset sia considerata uno strumento finanziario legittimo e sicuro. L'esito della prossima votazione segnerà una svolta per il settore, definendo le regole del gioco per il prossimo decennio della finanza digitale nel Paese.

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