La Grecia tasserà i profitti derivanti dalle criptovalute al 15%.

Tavolo con documenti finanziari, monete e calcolatrice di fronte al Partenone (immagine generata dall'IA)
Immagine generata dall'IA

La Grecia sta finalizzando un nuovo quadro fiscale per gli investitori in criptovalute che istituirà un'aliquota del 15% sulle plusvalenze nette generate nel mercato digitale. Il Ministero delle Finanze greco ha redatto un disegno di legge che colmerà l'attuale lacuna normativa in materia fiscale nel paese.

Il provvedimento mira a strutturare la tassazione applicabile alle transazioni con asset digitali, stabilendo chiare detrazioni per le commissioni, esenzioni minime e un trattamento fiscale specifico per le perdite accumulate prima della sua discussione in Parlamento.

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Un'aliquota fissa del 15% sulle plusvalenze derivanti dalle criptovalute.

Il Ministero delle Finanze greco ha redatto una proposta legislativa che contempla Tassare le plusvalenze derivanti dalle criptovalute con un'aliquota del 15%.Secondo fonti ufficiali e media finanziari, in precedenza il Paese non disponeva di una legislazione specifica per determinare la tassazione di questi beni, creando incertezza tra i contribuenti e la pubblica amministrazione.

Secondo la bozza iniziale, la tassa verrà applicata esclusivamente agli utili netti, al netto delle spese di negoziazione e operative relative a ciascuna transazione. Inoltre, il disegno di legge introduce un'esenzione annuale: i primi 500 euro di utili realizzati in ogni anno fiscale non saranno tassati, consentendo ai piccoli commercianti al dettaglio di operare senza incorrere in oneri amministrativi eccessivi su importi modesti.

Il calendario previsto indica che il disegno di legge arriverà al Parlamento ellenico per l'esame nel mese di novembre. Se approvato nella sua forma attuale, la legge entrerà in vigore retroattivamente a partire dal 1° gennaio 2025, il che significa che i redditi maturati durante l'anno dovranno essere dichiarati nelle dichiarazioni dei redditi che i contribuenti presenteranno formalmente nel 2027.

Trattamento esente da swap e staking di criptovalute

Uno degli aspetti più tecnici e rilevanti dell'iniziativa risiede nell'evento imponibile. La legislazione greca non considererà lo scambio diretto tra diverse criptovalute, come lo scambio di Bitcoin con un'altra valuta digitale, come un evento imponibile. Questa esenzione per gli swap allinea la proposta ai modelli di tassazione che cercano di evitare attriti nella gestione quotidiana dei portafogli su piattaforme che puoi esplorare in dettaglio attraverso risorse didattiche come Accademia Bit2Me.

L'evento imponibile si verificherà solo quando i saldi saranno convertiti in euro o in altra valuta a corso legale, oppure quando saranno utilizzati direttamente per pagare beni e servizi. Questa distinzione semplifica notevolmente la contabilità fiscale per gli utenti attivi, riducendo la necessità di valutare le transazioni intermedie che non sono state regolate in valuta fiat.

D'altro canto, la normativa affronta direttamente le ricompense ottenute tramite meccanismi di consenso o servizi che generano valore, come lo staking o il prestito di asset. I token generati con questi metodi non saranno considerati reddito imponibile al momento della ricezione, ma saranno tassati al 15% solo quando l'utente deciderà di venderli o liquidarli in valuta fiat. Inoltre, il disegno di legge autorizzerà la compensazione delle perdite nette in conto capitale generate in criptovalute con i guadagni futuri per un periodo massimo di cinque anni fiscali consecutivi.

La supervisione di MiCA e l'impatto della DAC8 in Grecia

La Grecia sta compiendo progressi con questo regime fiscale, consolidando al contempo il suo adattamento al contesto normativo dell'Unione Europea ai sensi del Regolamento MiCA. A livello amministrativo e di mercato, la Commissione ellenica per i mercati dei capitali (ECMC) detiene l'autorità esclusiva di autorizzare e vigilare sui fornitori di servizi relativi alle criptovalute, mentre la Banca di Grecia esercita la vigilanza prudenziale sugli emittenti di token garantiti da attività e stablecoin.

Il processo di rilascio delle licenze in Grecia è progredito gradualmente: nessun fornitore nazionale è stato iscritto nel registro unificato dell'UE fino a settembre, circa due mesi dopo la fine del periodo di transizione previsto dal quadro normativo MiCA, terminata il 1° luglio. Questa supervisione istituzionale richiede standard operativi rigorosi per garantire ambienti trasparenti e conformi alle normative UE.

A questo ecosistema normativo si aggiunge il recepimento della direttiva europea DAC8, che la Grecia ha formalmente incorporato nella propria legislazione nazionale a maggio. A partire da gennaio 2026, la direttiva DAC8 richiederà alle piattaforme di scambio e di custodia di raccogliere informazioni complete sugli utenti e sulle loro transazioni, comunicando questi dati direttamente alle autorità fiscali nazionali in modo analogo al sistema bancario tradizionale. Ciò fornirà alle autorità fiscali greche strumenti di verifica completi.

Mappa della tassazione delle criptovalute nell'Unione Europea

L'introduzione di un'aliquota fiscale del 15% collocherà la Grecia in una posizione intermedia nel panorama fiscale dell'Unione Europea, dove persiste una marcata disparità tra i diversi Stati membri. Mentre alcuni Paesi hanno adottato modelli rigorosi, altri hanno optato per incentivare gli investimenti a lungo termine o applicare aliquote significativamente ridotte per attrarre capitali e progetti tecnologici.

All'estremità più favorevole della scala UE si colloca Cipro, che applica un'imposta di appena l'8% su questo tipo di plusvalenze. Al contrario, mercati come quello francese stabiliscono un'aliquota forfettaria combinata fino al 30% per le plusvalenze derivanti da criptovalute, evidenziando la mancanza di armonizzazione fiscale diretta a livello continentale al di là delle norme di segnalazione transfrontaliere.

Altri paesi del blocco applicano incentivi orientati alla detenzione strategica: la Germania esenta completamente le plusvalenze dalle imposte se gli asset sono detenuti in un portafoglio per più di un anno senza vendite speculative, un approccio condiviso anche dal Portogallo dopo un periodo minimo di detenzione di 365 giorni. Nelle ultime analisi pubblicate in news.bit2me.comSi osserva come questa frammentazione fiscale spinga i governi a elaborare normative specifiche per garantire la riscossione delle entrate senza soffocare l'innovazione nel settore digitale.

Domande frequenti

Quando entrerà in vigore in Grecia l'imposta del 15%?

Il disegno di legge sarà presentato al Parlamento greco a novembre. La proposta prevede l'applicazione retroattiva a partire dal 1° gennaio 2025, il che significa che i redditi netti maturati da quell'anno in poi saranno dichiarati al fisco nel 2027.

Lo scambio tra due criptovalute è soggetto a tassazione ai sensi della nuova legge?

No, gli scambi diretti tra diverse criptovalute saranno completamente esenti da imposte. L'imposta del 15% verrà applicata solo quando i fondi vengono convertiti in euro o in un'altra valuta fiat, oppure quando vengono utilizzati per acquistare beni e servizi nel commercio.

Come vengono calcolati i guadagni ottenuti tramite lo staking?

Gli asset ottenuti tramite meccanismi di staking o prestito non genereranno un'immediata imposta dovuta al momento del loro ingresso in portafoglio. Tali rendimenti saranno tassati con un'aliquota del 15% solo quando il detentore li venderà o li scambierà con valuta a corso legale.

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La prossima legislazione fiscale greca rappresenta un passo decisivo verso la certezza operativa per gli investitori in criptovalute all'interno dello Spazio economico europeo. Con un'aliquota fiscale del 15%, un'esenzione iniziale di 500 euro e la possibilità di compensare le perdite in cinque anni fiscali, la Grecia mira a fare chiarezza sul proprio sistema fiscale senza ostacolare l'integrazione con le linee guida MiCA e DAC8.

Questo quadro normativo consolida la tendenza alla trasparenza e alla conformità normativa in tutta l'Unione europea, stabilendo regole oggettive che consentono ai contribuenti di pianificare le proprie operazioni con pieno supporto legale nel mercato degli asset digitali.

Gli investimenti in criptovalute non sono completamente regolamentati, potrebbero non essere adatti agli investitori al dettaglio a causa dell'elevata volatilità e sussiste il rischio di perdere tutti gli importi investiti.

Per la creazione di questo articolo sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale generativa.