
Il settore delle criptovalute negli Stati Uniti si è unito per sostenere una proposta di legge che cambierebbe radicalmente il modo in cui vengono tassate le ricompense derivanti dal mining e dallo staking. L'obiettivo è consentire agli utenti di posticipare il pagamento delle tasse fino al momento della vendita dei propri guadagni, anziché pagarle immediatamente al momento della generazione.
La sfida attuale della tassazione delle criptovalute
Secondo le attuali linee guida dell'IRS, i miner e i validatori di Proof-of-Stake (staking) devono dichiarare il valore delle monete guadagnate come reddito ordinario nel momento stesso in cui le ricevono. Ciò crea un serio problema di liquidità, soprattutto in un mercato così volatile dove il valore di un token può crollare prima che il contribuente abbia la possibilità di liquidarlo per pagare le tasse dovute.
La proposta: trattare le criptovalute come raccolti
La nuova proposta di legge mira ad allineare la tassazione delle criptovalute di nuova creazione a quella di altri settori tradizionali. Ad esempio, nel settore agricolo, un agricoltore non paga le tasse sul grano al momento del raccolto, ma quando vende il prodotto sul mercato. Il disegno di legge sostiene che i token di nuova creazione, ottenuti tramite mining o staking, dovrebbero essere soggetti allo stesso trattamento fiscale, posticipando l'evento imponibile fino al momento della vendita o dello scambio sul mercato aperto.
Questa iniziativa rappresenta un passo cruciale verso una regolamentazione più equa e più adatta alla vera natura degli asset digitali, che potrebbe incoraggiare l'innovazione tecnologica nel paese senza soffocare finanziariamente i partecipanti all'ecosistema.
Gli investimenti in criptovalute non sono completamente regolamentati, potrebbero non essere adatti agli investitori al dettaglio a causa dell'elevata volatilità e sussiste il rischio di perdere tutti gli importi investiti.


