Gli Stati Uniti confermano la fine delle vendite di Bitcoin sequestrati dal Dipartimento del Tesoro

Gli Stati Uniti confermano la fine delle vendite di Bitcoin sequestrati dal Dipartimento del Tesoro

Il Tesoro degli Stati Uniti conferma che non venderà più Bitcoin sequestrati e integrerà tutti gli asset in suo possesso nella sua Riserva strategica sotto la supervisione federale nazionale.

In un discorso chiave durante il World Economic Forum (WEF) di Davos, il Segretario del Tesoro, Scott BessentiCiò ha posto fine alle speculazioni sul destino delle criptovalute detenute dal governo federale. Bessent ha confermato che gli Stati Uniti non venderà i bitcoin sequestrati nelle operazioni recenti, ma queste saranno integrate nella Bitcoin Strategic Reserve, precedentemente istituita dal presidente Donald Trump tramite un ordine esecutivo firmato nel marzo 2025.

La sua recente dichiarazione ha rappresentato una ratifica della politica attuale: bloccare le tradizionali aste dell'U.S. Marshals Service (USMS) per accumulare questi beni come ricchezza sovrana a lungo termine.

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Gli Stati Uniti chiariscono il movimento dei BTC sequestrati dal portafoglio Samourai

Le dichiarazioni di Bessent giungono in un momento critico per la calma dei mercati. Negli ultimi giorni, sono emerse forti voci su una possibile vendita di beni sequestrati nel Distretto Meridionale di New York, in particolare quelli collegati agli sviluppatori di piattaforme per la privacy.

La controversia si è concentrata su un movimento di 57,55 BTC, per un valore di circa 6,3 milioni di dollari, sequestrati al team di Samourai Wallet. Gli osservatori della blockchain hanno rilevato trasferimenti che suggerivano una liquidazione, il che avrebbe costituito una violazione diretta delle politiche dell'amministrazione Trump.

Tuttavia, Patrick Witt, membro del Consiglio dei consulenti del Presidente sulle risorse digitali, negato Witt ha categoricamente negato queste versioni. Ha spiegato che, sebbene i fondi fossero stati trasferiti, non erano stati venduti.

"Il governo non sta liquidando le posizioni. I movimenti registrati verso Coinbase Prime sono dovuti esclusivamente a motivi di custodia e sicurezza, non a ordini di vendita sul mercato aperto." Witt ha chiarito, confermando quanto detto da Bessent a Davos.

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Dall'asta alla riserva: l'ordine esecutivo di Trump

Il messaggio di Bessent a Davos ha chiarito che l'amministrazione statunitense sta applicando precisamente la Ordine Esecutivo 14233La legge, emanata a marzo dello scorso anno, ha cambiato significativamente il modo in cui il governo gestisce i beni digitali sequestrati da agenzie come l'FBI o il Dipartimento di Giustizia. Invece di liquidarli rapidamente in cambio di dollari, questi beni sono ora conservati nella Riserva Strategica di Criptovalute degli Stati Uniti, diventando parte del suo patrimonio finanziario.

L'obiettivo di questa misura è rafforzare il bilancio nazionale attraverso le risorse sequestrate nelle operazioni di contrasto alle attività illecite. In questo modo, il Paese converte questi "guadagni inattesi" in strumenti per rafforzare le proprie riserve senza ricorrere a fondi pubblici. La decisione riflette una strategia più strutturata ed efficiente per la valorizzazione degli asset digitali sotto il controllo statale, soprattutto in un contesto in cui le criptovalute stanno svolgendo un ruolo sempre più importante nelle economie moderne.

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Gli Stati Uniti ridefiniscono la loro strategia crittografica con l'avanzare del CLARITY Act

Oltre alla gestione dei beni sequestrati, Bessent ha fatto riferimento alla necessità di mantenere un contesto normativo che favorisca l'innovazione. Ha menzionato i progressi del cosiddetto Legge CLARITYAttualmente in fase di dibattito legislativo e la cui votazione al Senato è prevista per il 27 gennaio, questa proposta di regolamentazione mira a stabilire un quadro normativo federale chiaro per le aziende che operano con asset digitali e per il mercato delle criptovalute nel suo complesso. Il suo obiettivo è fornire norme coerenti a livello nazionale e prevenire interpretazioni normative divergenti tra agenzie o stati.

Se approvato, il CLARITY Act potrebbe diventare un punto di riferimento per il settore, fornendo linee guida che facilitino l'innovazione negli Stati Uniti senza sacrificare la supervisione o la tutela degli investitori. 

L'attenzione del mercato è ora focalizzata su questo dibattito, che definirà la direzione del quadro normativo per le criptovalute nella principale economia mondiale.

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