Citi prevede che entro il 10 le attività digitali rappresenteranno il 2030% del volume finanziario globale.

Citi prevede che entro il 10 le attività digitali rappresenteranno il 2030% del volume finanziario globale.

CitiBank prevede che entro il 10 le criptovalute domineranno il 2030% del mercato finanziario globale grazie alla tokenizzazione e alle stablecoin.

Cosa succederebbe se il denaro che conosciamo oggi si fondesse con la tecnologia del futuro? Per decenni, il sistema finanziario globale ha operato secondo un modello consolidato, ma l'avanzata inarrestabile di La tecnologia sta riscrivendo le regole

Bitcoin è stato l'inizio; ma oggi la tecnologia blockchain sta catalizzando una rivoluzione che potrebbe ridefinire completamente il concetto di denaro e di asset.

In questo contesto di trasformazione, CitiBank, uno degli istituti bancari più influenti a livello globale, ha lanciato una previsione che può sembrare audace, ma è supportata da dati e tendenze. Il suo recente rapporto anticipa un futuro in cui le criptovalute e gli altri asset digitali non saranno una moda passeggera, ma una forza dominante che catturerà il 10% del mercato finanziario globale per l'anno 2030.

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Il futuro digitale della finanza, secondo Citi

Entro il 2030, le risorse digitali, tra cui sia criptovalute che strumenti tokenizzati, potrebbe raggiungere fino al 10% del volume totale nei mercati finanziari. Questa proiezione, basata sul rapporto Evoluzione dei servizi di sicurezza 2025 Quello di Citi non solo rappresenta un numero significativo, ma dimostra anche una profonda trasformazione nel modo in cui le attività finanziarie vengono concepite, negoziate e tutelate. 

El segnalare sottolinea che ciò che una volta sembrava un'innovazione marginale sta ora emergendo chiaramente come un cambiamento strutturale trainato da una combinazione di progressi tecnologici, quadri normativi più rigorosi e crescente domanda da parte degli investitori istituzionali.

La digitalizzazione del sistema finanziario è ormai una realtà in rapida espansione. Ogni nuovo caso d'uso e integrazione tecnologica accelera questa evoluzione, mentre gli operatori di mercato tradizionali adottano modelli più flessibili e connessi. In questo contesto, il report di Citi va oltre le semplici previsioni numeriche e costruisce una storia coerente su come gli asset digitali stiano ridefinendo l'ecosistema, trasformando sia l'infrastruttura che supporta le operazioni sia l'esperienza degli investitori. 

Le risorse digitali stanno diventando istituzionalizzate

Per anni, le criptovalute sono state viste come una minaccia per il sistema finanziario tradizionale. La loro natura decentralizzata, la volatilità e la mancanza di regolamentazione le hanno rese un fenomeno difficile da integrare. Tuttavia, questa prospettiva è cambiata. 

Secondo Citi, l'obiettivo attuale delle criptovalute non è quello di sostituire il sistema esistente, ma di ottimizzaloLe criptovalute e gli asset digitali vengono adottati dalle istituzioni non come una moda passeggera, ma come uno strumento strategico per migliorare l'efficienza, la liquidità e la velocità operativa.

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L'istituzionalizzazione delle criptovalute si riflette nell'evoluzione delle piattaforme, che hanno cessato di essere semplici exchange per trasformarsi in fornitori di servizi finanziari completi. Trading, custodia, finanziamento e gestione delle garanzie coesistono ora in un unico ambiente, progettato per soddisfare gli standard normativi e operativi richiesti dal mercato istituzionale. Questa trasformazione non solo convalida il potenziale degli asset digitali, ma ridefinisce anche il ruolo degli intermediari finanziari nell'era digitale.

Citi sottolinea che questa integrazione è guidata da un'esigenza specifica: la automazione dei processi post-negoziazioneLe istituzioni cercano di ridurre gli attriti, minimizzare i rischi e accelerare i cicli operativi. In questo senso, le risorse digitali offrono una soluzione che combina tracciabilità, programmabilità ed efficienzaQuindi non si tratta più di speculazioni, ma di funzionalità.

Stablecoin: il nuovo standard per i pagamenti e la liquidità

Uno degli elementi più importanti del rapporto di Citi è il ruolo che le stablecoin emesse dalle banche svolgeranno nell'evoluzione del sistema finanziario. 

Citi presenta queste risorse digitali stabili come il meccanismo di denaro digitale più equilibrato, capace di offrire mobilità, automazione ed efficienza Senza sacrificare la sicurezza o la conformità normativa. In altre parole, le stablecoin bancarie potrebbero diventare il nuovo standard per i pagamenti, la gestione della liquidità e il finanziamento intraday.

La visione degli analisti della banca risponde a un'esigenza crescente dei mercati: disporre di strumenti che consentano di spostare denaro in modo istantaneo, sicuro e programmabile. E, in questo senso, le stablecoin consentono di regolare le transazioni in tempo reale, ridurre i costi operativi e ottimizzare l'utilizzo delle garanzie. Inoltre, la loro integrazione in reti autorizzate, ovvero blockchain private progettate per essere conformi a KYC e AML, garantiscono che possano operare all'interno di solidi quadri normativi.

Nell'ambito di questa evoluzione, Citi sottolinea che esistono già progetti pilota e casi d'uso concreti in cui le stablecoin vengono utilizzate per pagamenti interistituzionali, transazioni commerciali e finanziamento di posizioni. Pertanto, il potenziale è enorme, soprattutto se si raggiunge l'interoperabilità tra reti pubbliche e private, un obiettivo che progetti come Chainlink e Canton Network stanno cercando di raggiungere.

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Tokenizzazione degli asset: fondi, obbligazioni e mercati privati ​​entrano nell'era digitale

Oltre alle criptovalute e alle stablecoin, il rapporto di Citi pone particolare enfasi sulla tokenizzazione degli asset tradizionali. Questo processo, che prevede la rappresentazione di strumenti finanziari in formato digitale su una blockchain, sta guadagnando terreno in segmenti come il reddito fisso, i fondi e i mercati privati. Il motivo è semplice: la tokenizzazione consente migliorare l'accesso, la liquidità e l'efficienza operativa, soprattutto in asset che storicamente sono stati difficili da negoziare.

Citi stima che Entro il 2030 potrebbero essere tokenizzati più di duemila miliardi di dollari in asset non scambiatiQuesta cifra include tutto, dalle obbligazioni societarie alle azioni dei fondi di investimento, dagli asset immobiliari al private equity. La tokenizzazione non solo facilita il trading, ma consente anche frazionare le attività, ridurre i costi di input e automatizzare i processi come la distribuzione dei dividendi o la conformità normativa.

Sono già in corso casi d'uso. BlackRock, UBS e ChinaAMC hanno lanciato fondi tokenizzati che consentono agli investitori di accedere a prodotti tradizionali tramite piattaforme digitali. Questi fondi operano su blockchain autorizzate, garantendo sicurezza e conformità normativa. Consentono inoltre un'esperienza utente più fluida, con processi automatizzati di sottoscrizione, riscatto e reporting.

In questo senso, gli asset tokenizzati non rappresentano solo un'innovazione tecnologica, ma un'evoluzione funzionale del mercato.

Infrastruttura finanziaria in evoluzione: i depositari e i FMI si adattano al nuovo paradigma

Uno degli aspetti più interessanti del rapporto di Citi è il modo in cui gli operatori tradizionali – depositari, infrastrutture di mercato (MIF) e stanze di compensazione – stanno rispondendo a questa trasformazione. Lungi dall'essere soppiantati, stanno adottando la tecnologia blockchain per offrire servizi più agili, sicuri e connessi. In altre parole, anziché resistere al cambiamento, ne stanno guidando l'evoluzione.

I depositari, ad esempio, stanno ridefinendo il loro ruolo. Secondo il rapporto di Citi, non si limitano più a custodire asset, ma stanno diventando nodi di rete, in grado di gestire la tokenizzazione, l'interoperabilità e la connettività tra più blockchain. Ciò consente loro di offrire servizi di custodia digitale, gestione delle chiavi, convalida delle transazioni e conformità normativa in ambienti decentralizzati.

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Anche i FMI si stanno evolvendo. Alcuni sono sviluppare le proprie reti DLT per offrire servizi di regolamento e compensazione in tempo reale. Altri stanno integrando soluzioni di terze parti per connettersi alle piattaforme digitali. In tutti i casi citati dalla banca, l'obiettivo è lo stesso: mantenere la rilevanza in un ecosistema che richiede velocità, trasparenza e resilienza.

Nel complesso, Citi sottolinea che questa evoluzione non implica una rottura, ma piuttosto una convergenza. Le infrastrutture tradizionali stanno adottando il meglio della tecnologia blockchain:automazione, tracciabilità, efficienza— senza abbandonare i principi che hanno garantito stabilità per decenni. Questa combinazione potrebbe portare a un sistema finanziario più solido e inclusivo, pronto ad affrontare le sfide del futuro.

Verso un futuro ibrido, digitale e interoperabile

In breve, la proiezione di Citi è un chiaro segnale che il sistema finanziario sta entrando in una nuova fase, in cui la digitalizzazione non è un'opzione, ma una necessità. 

Le risorse digitali, in tutte le loro forme, stanno ridefinendo il modo in cui gli strumenti finanziari vengono concepiti, negoziati e tutelati, e lo stanno facendo dall'interno, con il supporto di istituzioni, autorità di regolamentazione e piattaforme che comprendono che il cambiamento non si impone, si costruisce.

Per gli operatori del mercato, questa evoluzione pone sfide e opportunità. L'adattamento richiederà investimenti, visione strategica ed esecuzione. Ma aprirà anche nuove porte a Prodotti più accessibili, processi più efficienti e modelli di business più resilientiIn questo senso, comprendere la narrazione che Citi sta proponendo è fondamentale per anticipare ciò che accadrà.

La banca assicura che il futuro finanziario sarà ibrido, digitale e interoperabile e, se le sue proiezioni saranno rispettate, le attività digitali non saranno una categoria separata, ma parte integrante dell'intero sistemaSecondo Citi, la trasformazione è già in corso, ma resta da definire come, chi e con quale rapidità accoglierà il cambiamento.

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