Vendere o tenere? Il Brasile sceglie una strategia opposta a quella degli Stati Uniti per la gestione delle criptovalute sequestrate.

Vendere o tenere? Il Brasile sceglie una strategia opposta a quella degli Stati Uniti per la gestione delle criptovalute sequestrate.

Il Brasile ha implementato la Legge 15.358 per trasformare le criptovalute sequestrate in risorse di sicurezza operative, in contrasto con la visione degli Stati Uniti, che considera tali asset come una riserva strategica di valore a lungo termine.

Mentre il governo degli Stati Uniti ha consolidato la sua posizione di "nessuna vendita" nel 2025 attraverso l'Ordine Esecutivo che stabilisce il Riserva strategica di BitcoinIl Brasile ha intrapreso la strada opposta nel marzo del 2026. 

Attraverso la recente approvazione del Legge N.º 15.358Il gigante sudamericano ha formalizzato un meccanismo in base al quale le risorse digitali sequestrate alle organizzazioni criminali non saranno vincolate da processi burocratici, ma verranno trasformate in risorse liquide. Ciò significa che il Paese ha scelto un approccio che privilegia l'utilizzo operativo immediato dei fondi sequestrati per finanziare l'acquisto di veicoli di pattuglia, lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia e il rafforzamento delle capacità tattiche delle forze dell'ordine.

La decisione del Brasile contrasta con l'approccio adottato nell'emisfero settentrionale, dove gli Stati Uniti hanno intrapreso una direzione diversa, basata su una visione statale che considera Bitcoin e altre risorse digitali come parte integrante del patrimonio nazionale. 

Come riportato da questo organo di stampa, l'amministrazione statunitense, attraverso decreti esecutivi firmati nel 2025, mira a consolidare i beni sequestrati non come fonte di liquidità per le spese correnti, bensì come elemento cardine di una riserva strategica nazionale, con il potenziale di rafforzare la leadership e lo sviluppo del Paese. 

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Il Brasile utilizza le criptovalute come motore per la sicurezza pubblica

Legge n. 15.358 Ciò rappresenta un cambio di paradigma nella gestione dei beni sequestrati in Brasile. La normativa stabilisce che qualsiasi bene digitale collegato ad attività illecite può essere considerato uno strumento criminale, facilitandone il sequestro e il successivo riutilizzo da parte dello Stato. La caratteristica distintiva di questo modello è la sua attenzione all'efficienza operativa.

Sotto supervisione giudiziaria, le forze di sicurezza brasiliane possono accedere a questi fondi per:

  • Riequipaggiamento della polizia, come ad esempio l'acquisizione di veicoli, armamenti e sistemi di comunicazione.
  • Formazione tecnicaper la formazione specializzata degli agenti sul tracciamento delle transazioni sulla blockchain.
  • Y operazioni speciali, come ad esempio il finanziamento di missioni di grande impatto contro il riciclaggio di denaro e la criminalità organizzata.

L'approvazione di questa legge rappresenta una risposta diretta al crescente utilizzo delle criptovalute in schemi finanziari illeciti in Brasile, una tendenza evidenziata da casi come l'Operazione Lusocoin. Con questo approccio, lo Stato trasforma i beni sequestrati in uno strumento concreto per rafforzare la propria capacità di agire. 

In base a questa legge, ogni bene confiscato diventa parte dello sforzo pubblico volto a ridurre l'influenza economica dei gruppi criminali e a rafforzare sia la legittimità delle criptovalute sia la struttura istituzionale responsabile del mantenimento dell'ordine e della sicurezza nel paese.

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Il punto di vista degli Stati Uniti: Bitcoin come bene di riserva

A differenza della ricerca di liquidità immediata da parte del Brasile, gli Stati Uniti hanno tracciato una rotta verso l'accumulazione istituzionale per rafforzare la propria posizione nell'economia globale. Dall'inizio del 2025, il governo federale ha portato avanti la creazione di un Riserva nazionale di risorse digitali, un progetto che segna una trasformazione radicale nella gestione delle criptovalute all'interno del sistema finanziario del paese.

L'approccio statunitense si basa sul presupposto che le criptovalute siano una forma di "oro digitale". Detenendo questi asset nel tempo, il Paese mira a un apprezzamento a lungo termine e ad assicurarsi una posizione di leadership nella nuova architettura finanziaria globale. Per coordinare questa visione, è stato istituito alla Casa Bianca un Consiglio consultivo sulle criptovalute, incaricato di definire il quadro normativo che consentirà l'integrazione di questi asset nelle riserve del Paese, al pari dell'oro e delle valute estere tradizionali.

“La politica della mia amministrazione è quella di sostenere la crescita e l'uso responsabile delle risorse digitali, della tecnologia blockchain e delle tecnologie correlate in tutti i settori dell'economia.”, ha affermato Trump nell'ordine esecutivo.

In sintesi, a differenza del Brasile, la strategia statunitense mira a consolidare la solidità tecnologica e finanziaria che proietta il potere economico nei prossimi decenni, arrivando persino a vietare la creazione di valute digitali delle banche centrali (CBDC) per dare priorità all'ecosistema esistente di asset decentralizzati.

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