
I leader del settore bancario e degli ecosistemi crittografici discuteranno delle prestazioni delle stablecoin e del CLARITY Act alla Casa Bianca.
Eleanor Terrett, giornalista di Criptovalute in AmericaHa confermato che i rappresentanti del settore bancario tradizionale e i leader del settore delle criptovalute si incontreranno nuovamente alla Casa Bianca. L'incontro è previsto per il prossimo martedì e mira a risolvere i conflitti normativi che mantengono entrambi i settori in posizioni opposte per quanto riguarda la struttura del mercato finanziario digitale.
Il fulcro centrale della discussione sarà l' Legge CLARITYUn regolamento concepito per fornire un solido quadro giuridico per gli asset digitali a Washington, ma che incontra notevoli ostacoli per quanto riguarda la gestione dei rendimenti sulle stablecoin. Fonti del settore bancario hanno indicato che questo incontro, a differenza dei precedenti incontri limitati al personale tecnico, Sarà presente direttamente anche la delegazione delle banche stesse, insieme a gruppi commerciali.Ciò accresce l'importanza di una negoziazione che mira a definire il futuro del denaro digitale negli Stati Uniti.
Gestisci stablecoin regolamentate su Bit2MeStablecoin: un dibattito tra stabilità e competizione finanziaria
Il principale punto di contesa che le parti affronteranno martedì riguarda le restrizioni proposte sui rendimenti delle stablecoin.
In precedenti quadri normativi come il Legge GENIUSLe stablecoin di pagamento, come USDC, devono essere interamente garantite da liquidità o titoli del Tesoro a breve termine, ma è loro vietato pagare interessi direttamente ai loro detentori. Questa normativa tratta le stablecoin rigorosamente come denaro digitale e non come prodotti finanziari in grado di generare profitti. Tuttavia, gli analisti del settore avvertono che questo divieto crea un chiaro squilibrio strutturale nel mercato attuale, dove i titoli del Tesoro USA a 3 mesi offrono un rendimento di circa il 3,6%, mentre i conti di risparmio bancari tradizionali offrono tassi notevolmente inferiori.
L'industria delle criptovalute sostiene che vietare alle stablecoin regolamentate di offrire rendimenti non proteggerà il sistema finanziario statunitense, ma avrà piuttosto l'effetto opposto: emarginare le istituzioni regolamentate e accelerare la migrazione di capitali lontano dalla supervisione statunitense. L'argomentazione centrale dei leader del settore delle criptovalute è che se gli investitori non riescono a ottenere rendimenti su prodotti conformi alle normative locali, il capitale si sposterà inevitabilmente all'estero o in strutture sintetiche che operano al di fuori del quadro normativo.
Scott BessentiSegretario del Tesoro, manifesto Di recente ha sottolineato l'importanza dell'approvazione del CLARITY Act, riconoscendo gli sforzi del Senato per promuovere questa legislazione fondamentale e affermando che la rivoluzione delle risorse digitali richiede la leadership di entrambe le parti per raggiungere l'obiettivo.
Il dibattito tra le parti in merito alla politica di regolamentazione nei confronti del settore delle criptovalute si è fatto più intenso se si considera l'impatto competitivo.
Storicamente, le banche hanno sostenuto che le stablecoin generatrici di rendimento potrebbero innescare massicci deflussi di depositi, indebolendo la loro capacità di prestito, poiché i depositi sono fondamentali per il loro finanziamento.
Tuttavia, gli esperti sottolineano che inquadrare questa situazione come concorrenza sleale è un errore concettuale. La realtà è che le banche pagano ai depositanti tassi di interesse prossimi allo zero, intascando il differenziale di rendimento degli asset sottostanti. Se un investitore può guadagnare tra il 4% e il 5% sui depositi in stablecoin tramite gli exchange, la riallocazione di capitale al settore delle criptovalute è semplicemente un risultato economico razionale, non una distorsione del mercato.
Accedi alle principali stablecoin quiLe criptovalute mettono in guardia dal rischio di chiudere le porte all'innovazione
Il rischio di cui si discuterà alla Casa Bianca la prossima settimana va oltre la concorrenza tra banche ed emittenti di stablecoin. La comunità crypto avverte che limitare le performance nazionali potrebbe creare un vuoto che verrebbe rapidamente colmato dai cosiddetti "dollari sintetici". Si tratta di strumenti ancorati al valore del dollaro che mantengono la loro parità attraverso strategie di trading strutturate, anziché attraverso riserve fiat uno a uno.
Secondo gli esperti, il vero pericolo non risiede nei prodotti sintetici in sé, ma in quelli non regolamentati che operano senza adeguati requisiti di informativa e che potrebbero attrarre capitali in fuga dalle restrizioni statunitensi.
Un esempio che spicca in questo senso è l' USDe di EthenaUn prodotto che genera rendimenti attraverso strategie delta-neutral che prevedono l'uso di garanzie e futures perpetui su criptovalute. Poiché questi prodotti non rientrano nella definizione standard di stablecoin di pagamento ai sensi del GENIUS Act, rientrano in una zona grigia normativa.
Secondo gli esperti, se il Congresso cercasse di proteggere il sistema bancario imponendo divieti rigorosi sui rendimenti delle stablecoin regolamentate, potrebbe inavvertitamente incentivare la domanda di questi prodotti alternativi, lasciando i consumatori americani esposti a strutture per lo più straniere, meno trasparenti e completamente al di fuori della giurisdizione degli enti regolatori di Washington.
Martedì, i sostenitori del settore delle criptovalute sottolineeranno che i consumatori hanno già accesso ai mercati monetari, ai titoli del Tesoro e ai conti ad alto rendimento attraverso altri canali. Le stablecoin estendono semplicemente tale accesso agli ambienti nativi delle criptovalute, dove i canali bancari tradizionali sono inefficaci. L'incontro della prossima settimana sarà cruciale per determinare se l'attuale amministrazione e il settore bancario sono disposti ad adottare un modello in cui i rendimenti del denaro digitale sono condivisi con l'utente finale, o se manterranno una posizione restrittiva che potrebbe spingere l'innovazione finanziaria oltre i confini nordamericani.
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