
Il vicegovernatore della Banca d'Italia, Piero Cipollone, ha riferito in audizione davanti alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo che solo le società con sede nell'Unione europea, controllate da cittadini europei, potranno partecipare lo sviluppo dell’euro digitale.
La Banca Centrale Europea esclude le società straniere, come Amazon, dallo sviluppo della sua valuta digitale CBDC. Secondo quanto riferito, la banca centrale sta adottando un nuovo approccio, allontanandosi dalla collaborazione con aziende americane e attori stranieri, al fine di garantire che la valuta digitale possa adattarsi meglio alle esigenze della zona euro e anche per liberare gli utenti dai processori di pagamento internazionali, secondo Cipollone.
Pertanto, sebbene Amazon sia stata una delle aziende internazionali privilegiate che hanno partecipato ai test effettuati l’anno scorso sull’euro digitale, sembra che ora sia stata esclusa dal contribuire a questo sviluppo.
El lavoro di Amazon nella progettazione dell’euro digitale, consisteva nella prototipazione di un’infrastruttura back-end che avrebbe facilitato la perfetta integrazione della valuta CBDC nell’Eurosistema e nei processi di pagamento europei esistenti.
La BCE dà priorità alla riservatezza dei dati
Nel corso della suddetta audizione, Cipollone ha inoltre sottolineato che la Banca Centrale Europea sta lavorando allo sviluppo dell’euro digitale avendo come priorità la privacy dei dati degli utenti.
Man mano che sempre più paesi esplorano lo sviluppo di valute digitali delle banche centrali, note come CBDC, la privacy dei dati sta diventando sempre più diffusa come componente cruciale nel garantire la sicurezza dei futuri utenti di queste valute digitali.
Secondo il vicegovernatore della Banca d'Italia e membro del consiglio di amministrazione della BCE, la banca centrale si sta concentrando sulla progettazione dell'euro digitale in modo tale che gli utenti possano utilizzare la valuta digitale in modo sicuro e discreto come i contanti.
Sebbene l’euro digitale sia stato sviluppato come complemento alla moneta fiat, l’introduzione di una CBDC nel sistema finanziario della zona euro potrebbe garantire una maggiore fluidità nei pagamenti e nelle transazioni e offrire una maggiore universalità per la valuta ufficiale dei 27 stati membri che la compongono l'Unione Europea.
Un passo significativo nell’innovazione dei pagamenti
Lo sviluppo dell’euro digitale, come spiegato dalla Bce, oltre a creare una nuova forma di moneta, mira a rafforzare l’economia dell’Unione europea nel suo complesso, aumentando l’autonomia della regione e rafforzandone la competitività e la sovranità.
Una valuta digitale CBDC si adatta alle mutevoli esigenze degli utenti nell’era digitale, dove sono richiesti metodi di pagamento elettronici altamente efficienti e sicuri. Secondo la banca centrale, la creazione di un euro digitale risponderà a tutte queste esigenze, offrendo allo stesso tempo “una base per un’ulteriore innovazione da parte dei fornitori di servizi di pagamento privati” e migliorando il panorama dei pagamenti europei, rendendolo più competitivo e resiliente rispetto ad altri fornitori di servizi di pagamento internazionali.
I rischi derivanti dall’utilizzo delle CBDC persistono
Nonostante il nuovo approccio che la BCE sta adottando riguardo alla privacy e alla stabilità dell’euro digitale, persistono preoccupazioni sui rischi connessi all’uso di queste valute digitali, con diversi esperti che evidenziano le sfide legate alla sicurezza informatica e alla privacy finanziaria che comportano le CBDC.
Attualmente, più di 130 banche centrali, che rappresentano il Il 98% dell’economia mondiale, stanno lavorando allo sviluppo di diverse fasi di una CBDC, con l’obiettivo di avviarsi verso l’era della digitalizzazione dei pagamenti e del denaro. La BCE è in una fase di preparazione in relazione all’euro CBDC, che terminerà nel 2025.
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